Cibo per la mente: la stretta relazione tra alimentazione e psiche

I significati che l’individuo dà al cibo sono unici, individuali, e pertanto non possono essere affrontati con uno schema rigido.

Per questo motivo, l’intervento di uno psicologo, quando sorgono problematiche legate all’alimentazione, è prezioso per correggere errori alimentari e riuscire ad ottenere risultati in termini di salute e di forma fisica.

L’ essere umano è una macchina perfetta, ogni organo ha una funzione specifica e tutti collaborano tra di loro affinché il nostro organismo operi in modo armonico.

Questa armonia è confermata anche dalla stretta interconnessione tra cibo e mente, laddove il primo può influenzare l\'altro e viceversa.

I latini dicevano: “ mens sana in corpore sano.”

Più noi stiamo bene, sereni e in sintonia dentro e con noi stessi, più’ il nostro corpo, colui che ci rivela la verità, è tranquillo,non ha bisogno di ammalarsi per segnalarci uno squilibrio.

Il mantenimento del benessere psicologico, oltre che fisiologico, passa attraverso una sana alimentazione, contraddistinta da una dieta equilibrata e da cibi qualitativamente prescelti in base ai loro principi e valori nutrizionali.

Il sistema nervoso, insieme all’intestino (definito il nostro secondo cervello), si aziona attraverso dei particolari processi biochimici, che per funzionare necessitano di alcuni Nutrienti e per essere protetti di certi Antiossidanti.

Tali elementi come Proteine, Sali Minerali, Vitamine, Zuccheri, etc. mediano la costituzione e la ristrutturazione di certe strutture cerebrali, così come il passaggio dei segnali elettrici tra neurone e neurone alla base del funzionamento neuropsicologico.

Il cervello, in stretta connessione con l’intestino, è una delle sedi della nostra componente psicologica, ma allo stesso tempo un organo il cui funzionamento dipende da elementi nutritivi. Molti principi contenuti negli alimenti hanno allora il potere di mediare il funzionamento del sistema nervoso, inibendolo o stimolandolo, e quindi più in generale la capacità di mantenere o meno la buona salute di molteplici dinamiche psico-fisiche.

Un adeguato comportamento alimentare preserva un’ottima salute sia neurologica e sia psichica. Una cattiva dieta, accompagnata dalla mancanza di attività fisica, con scarsa, eccessiva e/o squilibrata ingestione di alimenti secondo le loro proprietà nutrizionali può, invece, provocare spossatezza fisica, diminuzione delle prestazioni cognitive, squilibri neurali e problemi psicologici. Si possono riscontrare cosi tensione e labilità emotiva, ansia, umore altalenante, nervosismo, apatia, suscettibilità, sonno disturbato, etc.

Su un piano fisico non ci si piace, l’autostima è bassa (si pensa di non essere più attraenti e attrattivi), si formulano pensieri brutti e negativi su se stessi.

Una dieta sbilanciata produce altresì conseguenze negative sulle emozioni, quindi si è perennemente tristi oppure si reprime la rabbia e sugli atteggiamenti dell\'individuo (chiusura, evitamento) cosi come sul temperamento (depressi).

Il cibo per alcuni a questo punto può diventare una consolazione come nel caso delle persone in sovrappeso/obese oppure un nemico da combattere nelle anoressiche/bulimiche.

Per poter avviare un programma alimentare e di attività fisica che porti a delle conquiste e quindi a dei successi:

- E’ fondamentale la collaborazione tra professionisti (Psicologi,Nutrizionisti, Personal trainer, etc), in cui tutti si muovono per il benessere dell’individuo, che dovrà raggiungere i suoi obiettivi, ma noi professionisti con lui abbiamo il compito di farlo stare bene e guidarlo in questo cammino.

- L’intervento di uno psicologo, quando sorgono problematiche legate all’alimentazione, è prezioso perché si tratta di comportamenti messi in atto dall’individuo.

- Ogni comportamento è influenzato da fattori genetici ma anche e soprattutto sociali, familiari, ambientali, e di personalità;

- i significati che l’individuo dà al cibo sono unici, individuali, e pertanto non possono essere affrontati con uno schema rigido;

- le persone con problemi di gestione del peso sanno cosa “devono” o “non devono mangiare” ma non riescono ad attuare un regime alimentare corretto.

Si lavora, dunque, sull’individuo nella sua unicità, sul conflitto, sulla motivazione, sull’autostima e infine dietro ogni comportamento esistono una serie di fattori (pensieri, emozioni, idee etc) sui quali si deve intervenire per attuare un intervento correttivo.

Pierpaolo Matozzo

Psicologo e Psicoterapeuta FSP,

consulenze presso Gimnasium, Castione.

Membro ATP

Membro ASMPP

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