​Psicologia. Estate: tempo di relax?

L’estate è arrivata: occasione ideale per rallentare i ritmi frenetici della quotidianità, si ha, finalmente, un tempo da dedicare al proprio benessere.

Ecco cosa ci consiglia lo psicologo Pierpaolo Matozzo.

Estate: tempo di relax?

L’estate è ancora indice di relax?

Da una recente ricerca americana, tre lavoratori su quattro non sono in grado di sfruttare in toto il loro periodo di vacanza.

L’impiegato medio e non solo anche i vari imprenditori, titolari, ceo, usano solo la metà delle ferie che hanno a disposizione, ma c’e anche chi non le utilizza per rimanere in contatto con l’ufficio attraverso computer, tablet o cellulari.

Addirittura, il 61% degli intervistati ha riportato di continuare a lavorare in vacanza.

Le ragioni riguardano la paura di rimanere indietro con le cose da fare, di perdere la promozione sperata, o addirittura il lavoro, di non aver il controllo sull’andamento della propria azienda, ma si ipotizza come in queste persone c’è una forte identificazione con il lavoro, un riconoscersi attraverso questo come se non ci fosse altro e questo dovrebbe farci riflettere sugli investimenti delle nostre energie, forze e quali sono diventate le nostre priorità.

Prima di essere, uomini o donne, siamo persone e prima di essere persone siamo energia e in quanto tale le nostre radici dovrebbero affondare nella nostra parte divina, cogliere gli istanti di immenso e renderli concreto nel quotidiano.

Proprio per equilibrio ci vuole "un tempo per lavorare, uno per gioire...e uno per riposare”.

Quando la mia anima riposa, la mia mente è quieta e dentro di me c’è posto per l’invisibile che mi guida.

Estate è anche il momento di riflessione per capire e guardare come ho seminato durante l’anno. Ho svolto il mio lavoro con passione?

Sono stato in ascolto di me stesso ed empatico con chi mi sta vicino? Quale strategie ho provato per risolvere conflitti e disarmonie? Ho fatto riferimento al mio lato divino, creativo e infinito nel quotidiano?

Credo che solo facendoci un esame obiettivo di come è andato il periodo dell’anno, possiamo con gioia e più consapevolezza piantare nuovi semi per l’anno che ci aspetta.

La maggior parte dei lavoratori, spesso, hanno paura che la vacanza possa costar loro, invece e’ vero proprio il contrario: il non prendersi una pausa peserà loro in termini di benessere psicofisico e performance sul lavoro.

Dedicarsi del tempo lontano dal lavoro, dalla scuola, dallo stress di una vita molto impegnata è infatti cruciale per rivitalizzare la salute del proprio cervello e del proprio corpo, si eviterebbero diverse patologie o forme psicosomatiche e ci farebbe affrontare la vita con maggiore leggerezza.

Negando al cervello una vacanza, automaticamente diminuirà la propria abilità di pensare creativamente e risolvere problemi complessi oltre a vivere una “sindrome” che oggi va di moda: lo stress da rientro.

La nostra mente pensa più chiaramente quando ci si ferma e si prende un po’ di tempo per rilassarsi ed è proprio, in questi momenti, che arriva l’insight: d’improvviso balena in testa un’ idea creativa o una soluzione a un problema difficile.

Questo succede perché le energie mentali non sono più focalizzate sugli errori di ieri né impegnate ad accumulare impegni per domani. I pensieri fantasiosi e geniali arrivano tipicamente quando si lascia la mente libera di immaginare e di vagare e ci si allontana momentaneamente dalla routine quotidiana.

La pausa fa bene, quindi, al nostro cervello perché il lobo frontale (implicato nei processi di ragionamento, pianificazione, presa di decisione e giudizio) lavora in maniera più creativa quando il cervello non è sotto sforzo e non è aggrovigliato da molteplici pensieri.

La mente, quando non è continuamente sollecitata da impegni, compiti e problemi, connette idee casualmente e le consolida a conoscenze precedenti formando nuovi pensieri che aiutano al raggiungimento di soluzioni ottimali ai propri obiettivi.

Corpo e mente, inoltre, non sono equipaggiati per affrontare periodi di stress cronico, e necessitano di pause per ricaricarsi.

Quando si è sotto stress cronico, il corpo rilascia l’ormone cortisolo, e livelli di cortisolo troppo elevanti possono danneggiare l’ippocampo, area del cervello deputata alle funzioni di apprendimento e di memoria, oltre che aumentare i livelli di insulina resistenza, aumentare il grasso addominale etc.

Ridurre lo stress è dunque la chiave per migliorare la performance cognitiva.

Fare attività fisica, dormire meglio e di più, trascorrere tempo con i propri amici, viaggiare, fare vita sociale, vivere in modo spensierato, trascorre più tempo con il/la proprio/a compagno/a, fare attività sessuale sono ottime strategie per ridurre lo stress.

Al cervello, comunque, non è sufficiente solo una pausa estiva.

Durante l’anno di lavoro è importantissimo, anche, alternare momenti di lavoro a momenti di riposo e di “disintossicazione”, compresa quella dalla tecnologia.

Oggigiorno la tecnologia è entrata completamente a far parte delle nostre vite; siamo perennemente connessi giorno e notte e, qualche volta, anche con più di un dispositivo contemporaneamente.

Questa “abbuffata” di tecnologia può mettere per varie ragioni in difficoltà il nostro cervello con conseguenze sul piano fisico. Innanzitutto, attività come controllare le mail mentre si sta parlando al telefono o rispondere a un messaggio mentre si è seduti a una riunione, sono molto dispendiose a livello cerebrale, in quanto il nostro cervello non è predisposto per fare più cose contemporaneamente.

In secondo luogo, forzare la mente a passare velocemente da un compito all’altro sovraccarica il lobo frontale, riducendone la produttività e l’efficienza. Infine, troppo tempo online porta le persone a isolarsi a essere ansiose, aggressive e depresse.

Bastano anche pochi minuti di pausa ogni ora per regalare al nostro cervello un po' di sollievo, non bisogna aspettare le ferie, scegliendo di spegnere il cellulare e impegnare meno tempo davanti ai nostri dispositivi computerizzati, bisogna trovare il tempo per fare movimento, concedersi delle coccole regalandosi dei piccoli momenti come una sauna, un massaggio o una seduta d’allenamento dove poter scaricare la tensione della giornata e rigenerare la propria mente così come il corpo.

I benefici non li ottiene solo il singolo individuo, ma anche tutti coloro che ci girano intorno e questo è dimostrabile nel concreto, basta chiederlo a chi si è trovato a lavorare o lavora con persone sotto stress o iperstressate.

Pierpaolo Matozzo

Psicologo e Psicoterapeuta FSP,

ricevo su appuntamento in via Bellinzona 51 Lumino

consulenze presso Gimnasium, Castione.

Membro ATP

Membro ASMPP

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